Sitometro by Binatomy · Gratuito
Sitometro™,
il punteggio del tuo sito web
Misura il tuo sito su nove aree: velocità del server, SEO, design, sicurezza, marketing, sostenibilità, privacy, accessibilità e leggibilità per le AI. L'obiettivo è 90
Il Sitometro è lo strumento gratuito di Binatomy che analizza una pagina web con circa ottanta controlli. Restituisce un punteggio da 0 a 100. I siti migliori partono da un punteggio di 90.
FAQ
Domande frequenti sul Sitometro
Come funziona, come si calcola il punteggio, cosa sono SEO e GEO e dove finiscono i dati del tuo sito
Il Sitometro è lo strumento gratuito di Binatomy che misura un sito su nove aree: velocità del server, SEO, design, aspetti tecnici, marketing, sostenibilità, privacy, accessibilità e leggibilità per le AI. Restituisce un punteggio da 0 a 100, i problemi trovati area per area e un ordine con cui affrontarli. Non serve registrarsi, e il report si scarica in PDF.
Il Sitometro scarica la pagina come farebbe il crawler di un motore di ricerca: chiede l'indirizzo, misura quanto tempo passa prima della risposta, e legge il codice HTML e gli header HTTP che tornano indietro. Poi passa quel codice attraverso circa ottanta controlli, divisi nelle nove aree. Ogni controllo è una domanda con risposta secca (il title c'è e ha la lunghezza giusta? il sito risponde in HTTPS? le immagini hanno il testo alternativo?), e vale un certo numero di punti. Non apre un browser e non esegue il JavaScript della pagina: guarda quello che il sito dichiara di sé a chi lo legge da fuori.
Una pagina sola: quella che gli dai. Del resto del dominio il Sitometro guarda soltanto se esistono il file sitemap.xml e il file robots.txt, che stanno sempre nella radice. Per questo conviene passarlo su più indirizzi separatamente: la home, la pagina dei servizi, un articolo del blog. Il punteggio della home non dice niente di una landing fatta con un altro modello di pagina.
Sì. Il Sitometro legge solo quello che quel sito mostra a chiunque lo apra: il codice HTML della pagina e gli header della risposta, cioè le stesse cose che vede il browser di un visitatore qualsiasi o il crawler di Google. Non entra da nessuna parte, non prova password e non ha bisogno di nessun permesso. È il modo più veloce di sapere su quali dei novanta punti un concorrente è già a posto e tu no.
Con tutti: il Sitometro guarda il risultato, non la piattaforma che l'ha prodotto, quindi non sa e non gli serve sapere cosa c'è dietro. L'unico caso in cui il punteggio esce più basso di quanto il sito meriti è un sito che si disegna tutto nel browser con JavaScript, perché il Sitometro non esegue il JavaScript: legge il codice che arriva dal server. Vale la pena saperlo, perché è esattamente quello che vedono anche i motori di ricerca e le AI al primo passaggio.
Ogni area vale la percentuale dei punti presi sui punti disponibili, e i punti disponibili cambiano da pagina a pagina: i controlli che non c'entrano restano fuori dal calcolo invece di contare come errori. A una pagina senza immagini non vengono chiesti i testi alternativi, a una senza form non vengono chieste le etichette, a una senza tracker non viene chiesto il banner dei cookie. Il punteggio complessivo è la media pesata delle nove aree, dove SEO e sostenibilità pesano più delle altre. Così il 100 è un traguardo raggiungibile e non un massimo teorico.
Perché i controlli del Sitometro sono le cose che chi sta nelle prime posizioni ha già sistemate: sotto 90 restano scoperti dei punti che i concorrenti hanno coperto. Un 66 non è una promozione, è un terzo dei controlli fuori posto, e per questo il verde compare solo da 90 in su: da 80 a 89 la fascia è arancione, da 60 a 79 arancione scuro, sotto 60 rossa. Il punteggio va massimizzato, non superato di misura.
No, è normale. Alcuni controlli dipendono da quanto ci mette il server a rispondere, e quel tempo non è mai identico due volte: cambia col carico del server, con la rete e con la cache. Un'oscillazione di uno o due punti tra due analisi della stessa pagina è quindi attesa. Se invece il punteggio si muove di dieci punti, in mezzo è cambiato qualcosa nella pagina: un plugin, un tema aggiornato, uno script in più.
Si apre una scheda che spiega tre cose: di cosa si tratta, senza dare per scontato il gergo tecnico; perché quel problema tiene giù il punteggio, cioè che effetto ha su Google, sulle AI o su chi usa il sito; e come si sistema in concreto, con l'indicazione di quanto lavoro serve e se è una cosa da fare nel sito o sul server.
La SEO (Search Engine Optimization) prepara il sito per i motori di ricerca tradizionali come Google: title, descrizioni, dati strutturati, velocità, link. La GEO (Generative Engine Optimization) lo prepara per i motori generativi come ChatGPT, Claude, Gemini e Perplexity, che non mostrano una lista di risultati ma scrivono una risposta e citano le fonti. Le due si sovrappongono molto, perché entrambe premiano un sito che dichiara in modo esplicito di cosa parla, ma la GEO pesa più sui dati strutturati e sull'HTML semantico: sono quelli che permettono a un modello di capire chi sei senza interpretare il testo.
Velocità server (tempo di risposta, peso del documento, compressione, caching, HTTP/2), SEO (title, meta description, Open Graph, dati strutturati, canonical, sitemap, robots.txt, testo alternativo delle immagini), Design e UX (responsive, favicon, chiamate all'azione, link), Aspetti tecnici (HTTPS, header di sicurezza, mixed content, script inline, charset), Marketing (JSON-LD, FAQ Schema, Breadcrumb, Organization, raccolta email, blog), Sostenibilità (peso e numero delle richieste, CDN, lazy loading, font esterni), Privacy (tracker, banner di consenso, privacy e cookie policy, CSP), Accessibilità (attributo lang, alt, landmark, etichette dei form, zoom, focus visibile, didascalie delle tabelle) e leggibilità per le AI.
Perché misurano cose diverse. PageSpeed Insights apre la pagina in un browser Chrome simulato su rete mobile lenta e misura come si dipinge (LCP, CLS, tempo di blocco). Il Sitometro non usa un browser: scarica il codice della pagina e gli header HTTP, e valuta nove aree tra cui la velocità di risposta del server. Un sito può quindi avere un buon punteggio sul Sitometro e un LCP lento su PageSpeed, o il contrario. I due report si leggono insieme: PageSpeed dice cosa vede chi apre il sito, il Sitometro dice cosa trova chi lo legge, dai motori di ricerca alle AI.
Partendo dall'alto dell'elenco «Cosa fare, in ordine»: le voci sono ordinate per impatto, quindi le prime muovono il punteggio più delle ultime. Le tre cose che di solito ne muovono di più sono i dati strutturati Schema.org (che valgono sia per Google sia per le AI), il testo alternativo delle immagini e gli header di sicurezza, perché sono tanti punti a fronte di poco lavoro. Dopo ogni modifica conviene rifare l'analisi: il punteggio dice se l'intervento ha attaccato.
Sì, il Sitometro è gratuito e non chiede registrazione né abbonamento. Il punteggio e i problemi si vedono in pagina senza lasciare niente; per ricevere il PDF completo serve un indirizzo email, perché è là che lo spediamo. L'indirizzo lo usiamo per mandarti il report e per parlarti di quel sito, e per nient'altro.
Di ogni analisi Binatomy tiene l'indirizzo esaminato, il punteggio, i punteggi delle nove aree e quanti problemi sono stati trovati. Non conserva il codice della pagina, non registra l'indirizzo IP di chi lancia l'analisi, e l'email c'è solo se l'hai lasciata per farti spedire il PDF. Quelle righe vengono cancellate dopo ventiquattro mesi, ed è la stessa cosa che c'è scritta nell'informativa privacy: se il sito che analizzi è pubblico, l'analisi non aggiunge niente che non fosse già pubblico.

Studio creativo di Binatomy
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Koral è lo studio creativo di Binatomy. Progetta e costruisce siti professionali con foto, video e testi fatti in casa, curando dall'inizio le cose che questo strumento misura: velocità, SEO, dati strutturati, accessibilità e privacy. Scrivici l'indirizzo del sito che hai in mente e ti diciamo cosa serve davvero.